BANGKOK, IL NOSTRO ARRIVO

Arriviamo a Bangkok di notte. Ad attenderci in aeroporto c’è Giovanni, un simpatico signore thailandese di mezza età. Si fa chiamare così dagli italiani perché il suo nome originale è piuttosto impronunciabile.

Nell’ora di viaggio verso l’hotel, Bangkok ci si presenta in tutta la sua grandezza.

Questa città un’esplosione di luci. Quelle dei grattacieli, quelle delle strade piene di traffico e quelle che illuminano i templi. E’ notte, ma questa città è viva come se fosse pieno giorno. Bangkok è una metropoli culturale in continua evoluzione. 

Qui l’antico e il moderno, la spiritualità e il caos si fondono in modo perfetto.

Templi e grattacieli, ville e palafitte, tradizione e futuro si incontrano in ogni angolo in modo perfettamente armonioso.

Bangkok si ama o si odia. Non ci sono vie di mezzo.

L’impatto con il traffico, lo smog e le temperature è forte. Ma tutto questo viene bilanciato dalla bellezza dei suoi templi. Dalla forte spiritualità che si respira in ogni via. E soprattutto dalla dolcezza e dalla cortesia dei suoi abitanti.

Sebbene la comunicazione sia difficile (in pochi parlano Inglese), tutti ti accolgono con un sorriso.

Il nostro hotel è l’Aetas Lumpini vicino al Lumpini Park, un bellissimo Hotel situato in posizione strategica e ben servito da metro e mezzi di trasporto. 

Dalla nostra suite al 27esimo piano la vista sulla metropoli è mozzafiato. Lo staff ci accoglie con un aperitivo in piscina sulla terrazza del nono piano.

È qui che conosciamo quelli che diventeranno i nostri compagni di viaggio e poi amici. Miriam e Matteo.

Colti dalla fame dopo ore di viaggio e con il jet lag sulle spalle, usciamo alla ricerca di un ristorante. Ci fermiamo alle prime bancarelle di cibo che troviamo. Scopriamo così fin da subito lo street food thailandese.

Costo della cena: 5€ in due.

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