CELESTÙN – LA FORESTA DI MANGROVIE NELLO YUCATAN

La Riserva della Biosfera di Celestún è uno dei tesori più nascosti, autentici e meno turistici di tutto lo Yucatan. Si tratta di un’area protetta di grande valore naturalistico bagnata dal Golfo del Messico. Ciò che ci ha attirati fin qui, nella parte nord-est della penisola, è stata la grande foresta di mangrovie.

Ne avete mai attraversata una? Quello che vi attende va ben oltre ogni immaginazione. Persino della mia, che è piuttosto fervida.

Arrivati a Celestún la prima cosa che abbiamo notato è stata la piccola agenzia che offre visite della laguna in battello. Ma l’idea di visitare la riserva in barca a motore non rientra nei nostri piani, per cui tiriamo dritto, alla ricerca di una persona del posto che ci possa accompagnare in un tour privato.

È così, che all’improvviso, incontriamo Reygaspar. Ci accompagna nella palude, nella sede del suo Parador Ecoturistico de Manglares de Dzitun, un’impresa locale di ecoturismo gestita insieme al cognato Josè.

Ci incamminiamo all’interno della foresta (con non poca ansia vista la vegetazione intorno) e poi su di un piccolo pontile. In fondo a questo, c’è attaccata una barca.

Siamo soli, nel mezzo di una palude nella Riserva della Biosfera di Celestún. Con noi, sulla piccola canoa, sale Reygaspar, la nostra guida. Quando inizia a remare, ci ritroviamo in un attimo sul corso principale del fiume, dentro un fitto tunnel di mangrovie.

Il silenzio spettrale della foresta ci abbraccia e su di noi cala la magia.

Siamo dentro alla più grande foresta di mangrovie di tutto lo Yucatan. Quello che si apre davanti a noi, all’improvviso, è a metà strada tra il surreale e lo stregato.

Siete mai riusciti ad ascoltare il rumore del silenzio? Qui, nel primo tratto del tunnel, ci sommerge.

I rumori del mondo esterno sono un ricordo lontano. Si tratta di un silenzio quasi assordante. Ed è così spettrale da rendere la foresta ancora più suggestiva. Come se i suoi colori non la rendessero già abbastanza impressionante.

Man mano che ci addentriamo nel cuore della foresta, inizia a farsi strada il canto dei grilli. Poi quello di un uccello in lontananza. Quello del vento tra le foglie. Lo scricchiolio dei rami al passaggio di qualche animale.

Questo insieme di suoni è il più bello che le nostre orecchie abbiano mai ascoltato. Nessuna musica è così affascinante. E con i suoni arrivano anche i primi leggeri fasci di luce. I raggi del sole faticano ad entrare e creano dei folli giochi di luce e ombre.

Le mangrovie si intrecciano in modo talmente fitto da rendere quasi impossibile il nostro passaggio. I rami si estendono al punto di sembrare braccia tese a bloccarci la strada. E sono loro, i rami e le radici, a dare all’acqua questo colore marrone-rossastro.

Qui la natura si esprime nel suo grado massimo. Nessun segno dell’intervento dell’uomo. Tutto ciò che si può fare è rimanere in silenzio, completamente sedotti dal fascino di questo luogo. Navigare qui, è come entrare in un altro regno. Un regno dove a dominare è la natura, non più l’uomo.

Quando il tour in barca finisce, proseguiamo verso la laguna e la palude, dove rimpiango le mie scarpe da trekkinglasciate in macchina a favore delle infradito. Cerco una rassicurazione in Reygaspar ma la sua risposta è tutto ciò che non avrei voluto ascoltare.

Mi dice di stare “tranquila”, che il posto è sicuro, è il “paraiso” dei boa. Per lui sono animali docili, come le lucertole. Per me un po’ meno, per cui mi incammino tra l’erba alta e l’acqua con la tachicardia…

Il nostro cammino termina nella foresta pietrificata dove i resti fossili degli alberi contrastano con il verde lussureggiante che ci circonda.

Da lì, Reygaspar ci riaccompagna alla base a bordo di uno scoppiettante scooter con tanto di carrettino costruito a mano.

Come diceva Einstein“Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato”.

Non vale forse la pena allontanarsi dai posti turistici per scoprire da soli questi paradisi semi deserti?

I NOSTRI CONSIGLI PER VISITARE LA FORESTA DI MANGROVIE DI CELESTÙN

Crediamo fortemente nell’ecoturismo e nel totale rispetto per le usanze e le tradizioni locali, ovunque andiamo. Sosteniamo solo le realtà locali, profondamente convinti che sia il modo migliore per entrare a contatto con i mondi che visitiamo. Ricerchiamo sempre tour privati promossi dalle persone del posto. Evitiamo tutte le organizzazioni turistiche che tolgono la particolarità dei luoghi.

Così facendo, incentiviamo le attività che mirano a proteggere la natura del posto scoprendo spesso paradisi insoliti lontani dal turismo di massa

  • Noi abbiamo visitato Celestún durante il nostro soggiorno a Valladolid. Data la distanza ( 3 ore di macchina) conviene però soggiornare nella capitale Merida, che dista solo un’ora.
  • Per la visita alla foresta di mangrovie affidatevi al Parador Ecoturistico de Manglares de Dzitunè l’unica impresa di eco turismo che permette l’intera attraversata in canoa. Le altre agenzie presenti in zona, offrono tour in barca a motore che entrano solo nella parte iniziale della foresta. Contattateci in privato e vi metteremo in contatto con i simpatici Reygaspar e Josè.
  • Dopo la gita potrete godervi un pranzo davanti al bellissimo mare di Celestún. Dalla spiaggia partono molte escursioni in barca della laguna per vedere l‘Ojo de Agua, una piscina di acqua naturale tra le mangrovie. Al ritorno la barca si ferma in mare aperto, dove c’è un’insolita secca. Potrete così camminare con l’acqua alle caviglie pur essendo km e km lontani dalla riva. L’acqua in questo punto è caldissima ed il fondale soffice come la farina.
  • Portate con voi un repellente, in alcuni punti all’interno della foresta ci sono intere colonie di zanzare!
  • Indossate sempre le scarpe da trekking! Altrimenti rischierete come me di dover attraversare la palude in infradito…

INFO

Queste sono le distanze da Celestún ai principali punti dello Yucatan e Quintana Roo

Merida: 107 km, 1h e mezzo di viaggio

Valladolid: 206 km, 3h di viaggio

Tulum: 360 km, 4h e un quarto di viaggio

Cancun: 405 km, 4h e mezzo di viaggio

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